riposo vegetativo

Il giardino mediterraneo in estate: Come assecondare i ritmi naturali

Chi ha letto il mio libro o ha fatto una chiacchierata con me, sa che non nutro molta simpatia verso ciò che noi definiamo “artificiale”. Non è tanto la parola di per se a darmi fastidio, quanto il connubio tra artificio e giardino. Perché? Spesso si rivela una forzatura che porta a manutenzioni dispendiose e ad impatti ambientali tranquillamente evitabili.
Questo solitamente accade a causa di un morboso attaccamento ad un unico modo di concepire il giardino, infilato a forza nelle nostre menti sin dall’infanzia: il prato inglese

Erba
Foto da me scattata nei meravigliosi giardini di Pashley Manor, Sussex, UK.

Proprio così. L’elemento fondamentale del giardino nel peggiore dei casi è il tappeto erboso. Poi al massimo vediamo qualche alberello o arbusto messi alla rinfusa, contornati da abusate annuali, e il giardino è fatto. No, il Giardino è ben altra cosa.
In UK, una combinazione favorevole di clima e terreno, rende la coltivazione di tappeti erbosi estremamente facili. Non necessitano di impianto di irrigazione e di trattamenti continui. Lì il Prato con la P maiuscola, è nel suo ambiente naturale. E’ bellissimo, è contestualizzato ed è sapientemente gestito:

prato nei giardini di Sissinghurst
Gestione (più) sostenibile del prato nei giardini di Sissinghurst, Kent, UK.

Hole Park
Hole Park, Kent, UK. Sfalciato in tempi e modalità diverse, può donare movimento e profondità.

fioriture di aitanti rododendri
O se ben rasato, può mettere in risalto le fioriture di aitanti rododendri. Pashley Manor Gardens, Sussex, UK.

Rododendri, azalee, prati inglesi, ecc.. Nulla di nuovo vero? Verissimo! Sono decenni che proviamo a replicare tutto questo qui da noi, come se non esistesse altro modo di concepire il giardino. Alcune zone d’Italia lo consentono grazie a clima e terreno simili alle condizioni inglesi, in altre dobbiamo ricorrere a tutto l’ingegno umano e a molte preziose risorse (acqua in primis). Chi ha la fortuna di possedere un pozzo ha anche la possibilità di emulare il clima inglese e provare a cimentarsi con la stessa (o quasi) tipologia di giardino, spendendo però molti soldi in fase di realizzazione e gestione poi futura.
Chi è che non vorrebbe un giardino così?

giardini di Great Dixtergiardini di Great Dixter
Foto scattate nei lussureggianti giardini di Great Dixter, Sussex, UK.

Avete idea dell’acqua necessaria? Nella piovosissima Inghilterra bastano 3-4 giorni di sole per imporre l’uso di irrigatori temporanei per garantire l’acqua necessaria a queste erbacee perenni. Immaginate qui con il nostro caldo.
Oltretutto, il terreno va in continuazione lavorato e integrato con sostanza organica, non proprio a portata di tutti. Dimenticatevi quindi l’uso di teli pacciamanti: da questi giardini sono letteralmente banditi.

attrezzi giardino
L’attrezzo magico che mai potrà mancare in un giardino inglese.

Sarebbe opportuno soffermarsi sull’utilità e sull’efficacia di andare in continuazione a rompere i delicati equilibri del terreno, ma dovremmo ampliare il discorso fino ad arrivare a parlare di cultura e tradizione inglese, il quale non è oggetto di questa discussione.
Tornando a noi e al nostro giardino mediterraneo, vorrei ora introdurvi dei concetti semplici ma fin troppo spesso ingnorati.

Riposo vegetativo invernale

Sappiamo tutti cos’è ed è sicuramente quello più conosciuto. Consiste nella riduzione del metabolismo di gran parte delle piante che popolano i nostri giardini e quindi nella perdita delle foglie per le decidue e nel disseccamento totale o parziale delle vegetazione per molte erbacee.
E’ perfettamente normale quindi accettare in inverno condizioni simili:

giardini olandesi
Jacobstuin, uno dei più bei giardini olandesi e rappresentativo di una corrente paesaggistica chiamata dutch wave, d’inverno si presenta così.
Foto di Jaap de Vries, owner.

Great Dixter Garden
Great Dixter Gardens, gli stessi che avete appena visto nelle foto precedenti. Il verde invernale è rappresentato esclusivamente dai tassi in arte topiaria, i quali conferiscono struttura ad un giardino prevalentemente composto da leggiadre e volubili erbacee.

Fin qui nulla di strano o particolare. D’inverno il giardino è spoglio e lo accettiamo, senza porci particolari problemi. O forse vi starà venendo in mente di costruire un enorme cupola nel vostro giardino per riscaldare le piante anche d’inverno ed evitargli di spogliarsi? Io non credo.

Riposo vegetativo estivo o estivazione

Molte piante mediterranee e quindi adatte al nostro clima, anziché andare in riposo vegetativo in inverno ci vanno in estate.
La particolarità nell’utilizzare arbusti e perenni a clima mediterraneo come lavande, elicrisi, santoline, alcune salvie, cisti, camedri, flomidi e numerose graminacee dall’altissimo valore ornamentale, risiede nel capovolgimento inverno/estate. Estate giallo, inverno verde: l’esatto opposto.

Il nostro desiderio di avere a tutti i costi un giardino verde e rigoglioso durante la “bella stagione” ci spinge ad utilizzare costosi impianti d’irrigazione e ad attingere sempre di più alle riserve idriche del pianeta. Avere un pozzo non giustifica un prelievo costante ed ingente d’acqua, anche a fronte dei lunghi e sempre più frequenti periodi di siccità che mettono a dura prova le falde e le sorgenti di tutto il paese.
Avere un pozzo non vuol dire avere acqua infinita: se più persone attingono contemporaneamente dalla stessa falda, essa si svuota.

Cosa fare quindi? Per cominciare potreste dare qualche chance in più alla flora caratteristica dell’ambiente mediterraneo. Non necessariamente del nostro ma anche di quello della California, di parte del Sud Africa e di alcune zone del Cile e del Sud Africa, che per livello di precipitazione e temperature sono simili al nostro.
Questo vi consentirà di utilizzare senza dubbio meno acqua ed avere un giardino che meglio si adatta al nostro clima:

olivier filippi garden
Scorcio primaverile di un giardino mediterraneo.

Buddleja in primo piano
Un particolare del mio giardino mediterraneo qualche settimana fa (primi di giugno): Buddleja in primo piano e sullo sfondo Perovskia e Helichrysum. Impianto d’irrigazione assente.

colori giardino
Esplosione di colori in una bordura mediterranea mista realizzata per un mio cliente. Impianto d’irrigazione presente.

In queste tre foto ci sono giardini con e senza impianto d’irrigazione, caratterizzati da piante a bassa richiesta idrica e che danno il meglio di se stesse nel periodo primaverile, grazie a splendide ed abbondanti fioriture.
Ma torniamo un attimo al riposo vegetativo estivo e alla gestione dell’acqua.
In modo più o meno sostenibile, innaffiando quotidianamente le piante mediterranee nel periodo estivo, evitiamo che vadano in riposo. Un po’ come se mettessimo d’inverno sul nostro giardino la cupola di vetro di cui vi parlavo prima, evitando così che diventi tutto secco e spoglio.
Vi invito però a riflettere su questa foto di un famoso paesaggista francese, Olivier Filippi:

riposo vegetativo

Ecco qui un bell’esempio di riposo vegetativo estivo. Non solo si fa fatica a riconoscerlo, ma oltretutto è decisamente meno austero di quello invernale visto negli esempi precedenti!
Le foglie virano verso il giallo, alcune si seccano e cadono, altre si chiudono in se stesse. I fiori secchi contribuiscono a far virare i colori verso il giallo ocra, colore protagonista dell’estate mediterranea. Non c’è bisogno di eliminarli, lasciamoli andare a seme permettendogli così di evidenziare strutture particolarmente complesse e di alto valore ornamentale.

Ma continuiamo con dei dettagli di piante sparse qua e là nei giardini mediterranei che progetto e realizzo per i miei clienti:

Santolina chamaecyparissus
Santolina chamaecyparissus post fioritura. Il color terracotta le dà una delicatezza maggiore rispetto al giallo del fiore vivo. Perché reciderlo?

Helichrysum italicum
Helichrysum italicum post fioritura con sfondo di Lavanda. Eliminare il fiore prima di lasciarlo andare a seme vi priverebbe di questo spettacolo.

Teucrium chamaedrys
Teucrium chamaedrys in piena fioritura e apparentemente molto contento della siccità.

Vediamo ora nel dettaglio come si comportano alcune piante mediterranee dopo mesi di siccità ed innaffiature davvero sporadiche:

Phlomis fruticosa
Phlomis fruticosa
Phlomis fruticosa durante un’estate siccitosa. L’estivazione è in atto e la pianta perde molte foglie, chiudendo su stesse quelle rimaste per limitare la traspirazione fogliare. Il frutto di Phlomis fruticosa, detto anche schizocarpo, presenta una geometria accattivante e assolutamente ornamentale. Viene visto da molti come un elemento negativo, da debellare il prima possibile. 

Scabiosa cretica
Scabiosa cretica in post fioritura. Le sue famose “sfere di carta” persistono per tutta l’estate.

Cistus x skanbergii
Cistus x skanbergii in carenza idrica.

Cistus x pulverulentus
Cistus x pulverulentus dopo mesi di siccità. Entrambi hanno momentaneamente interrotto la crescita.

Cistus x loretii
Lavandula angustifolia
Cistus x loretii e Lavandula angustifolia sembrano invece godere della siccità estiva.

Per finire, una foto scattata in Sardegna lo scorso Aprile:

Euphorbia dendroides
Euphorbia dendroides si tinge di rosso a metà primavera, prima di perdere completamente le foglie per tutto il periodo estivo.

E’ quindi possibile evitare di innaffiare in estate le piante come se avessero i secondi contati? La risposta è si, è possibile con le piante mediterranee e un’attenta pianificazione.
E’ possibile piantarle senza impianto d’irrigazione e seguirle per i primi due anni (come da me spiegato nei precedenti articoli) con irrigazione manuale. Ma è anche possibile, qualora ci fosse, regolare l’impianto d’irrigazione affinchè rilasci il giusto quantitativo d’acqua.

Assecondare o meno il riposo vegetativo estivo dipende dalla nostra visione di bello e di Giardino, spesso purtroppo ancorata a modelli di giardino non sostenibili e totalmente estranei al nostro. Ma limitare al minimo l’acqua in estate non solo favorisce i normali cicli di queste piante, ma evita anche il proliferare di funghi dannosi, ghiotti di caldo e umido.
Ritengo sia un passaggio culturale lento, per quanto questi fenomeni siano caratteristici della nostra penisola, ma forse troppo naturali per piacere e farsi breccia tra le mode odierne.
Partire già con piante a bassa richiesta idrica vuol dire tanto. E’ in ogni caso un grande inizio per il giardinaggio italiano e uno splendido modo per avvicinarsi ad esse e cominciare a comprenderle.

Infine va fatta una doverosa precisazione. Non è detto che le piante mediterranee vadano bene per il vostro giardino. Il terreno va valutato attentamente (tramite analisi chimico-fisiche) ed eventualmente corretto. Vanno calcolati i mesi di siccità annuali, le minime invernali e la disponibilità idrica. Soltanto dopo attente analisi e valutazioni può nascere un giardino che duri nel tempo.

Affidarsi a un esperto può fare la differenza.

di Stefano Assogna

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